Un viaggio, un sogno, un percorso, una scalata, una passeggiata nel bosco, Saltatempo è il romanzo di formazione per eccellenza. Pubblicato nel 2001 dallo scrittore Stefano Benni racconta la storia di un bambino chiamato Lupetto, lo stesso soprannome dello scrittore che ha vissuto la sua infanzia tra le montagne o forse lo chiamano così perchè la notte si divertiva ad ululare alla luna? chissà. Questo bambino un giorno riceve in dono un orologio magico, un orobilogio che gli permette di viaggiare nel tempo, ed ecco come arriviamo a conoscere Saltatempo.
Il tempo è infatti la prima tematica da affrontare : “E’ il tempo tuo, misura la tua vita che è unica, e quindi è diverso da quello di Gabriele, il mio emerito cane” . Siamo solo a 15 pagine e due libri e Benni ha il mio cuore. Il tempo nostro, quello che abbiamo dentro, e il tempo fuori, quello che viviamo, sono in lotta continuamente ed è nello scontro che comprendi davvero chi sei. Omologarsi o apprezzarsi?. Benni parla di destini, conclusioni, futuro ma solo per gli uomini che vivono davvero. La conoscenza, l’arte del capire, del vivere una vita straordinaria non è per tutte le menti perchè devi possedere il coraggio di rischiare, devi essere pronto a saltare.
Niente è complicato se ci cammini dentro.
Benni, magistralmente, costruisce un paese, il bosco, la piazza, i negozi, le case, personaggi straordinari, semplici, sporchi, puliti, amici e nemici, e ci piazza dentro una storia nella storia. Saltatempo vive tra le strade del paese e in mezzo al bosco, in uno ci trova la vita nell’altro se stesso. Siamo tra gli anni 50 e 60 e le rivoluzioni, il cambiamento politico e sociale sono importanti per la vita del protagonista e per il lettore, perchè li riconosciamo e “come diceva mio nonno basta un bastardo nel cesto per rovinar tutto, proprio come tra gli uomini “

Il linguaggio dello straordinario scrittore Stefano Benni ( posso fermarmi? si è compreso il mio amore?) è unico. Descrive con umorismo e crudeltà le situazioni che vive Saltatempo ed è questo il motivo per cui riesce a far ridere di gusto il lettore. No, non un semplice sorriso che ti rimane stampato in faccia come un ebete, no, io mi sono fermata, ho poggiato il libro sul letto e ho riso. Forse perchè pensavo ” non ci credo, è capitato anche a me!”. ” E le piramidi allora?- dissi io che avevo capito che se non entravo nella conversazione a cazzo non ci sarei entrato mai.“
Il primo amore, il primo bacio, la prima festa, la prima delusione, il lettore viene rapito, coccolato e preso schiaffi ma mai lasciato solo. L’esperienza che forma, che ti fa capire chi vuoi diventare e Saltatempo per fortuna lo capisce benissimo. “Le cose muoiono questa è la prima cosa che non puoi cancellare una volta che l’hai davvero scoperta. Le cose guariscono, le cose ricominciano, le cose tornano “. Il suo orologio si attiva ad ogni difficoltà, dentro ogni dolore, solo per ricordargli che il tempo esiste e si muove come ci muoviamo noi. Non può andare sempre tutto liscio a saltelli, a volte ti devi fermare e vivere quel vuoto che ti permetterà di saltare ancora più in alto, di essere sopra tutti, di comprendere quanto sei speciale.
” … a molti è capitato di svegliarsi quel giorno, il giorno di combattere. Non è un bel risveglio, è un risveglio doloroso e crudele. Quel giorno non chiedere agli altri chi sei, gli amici diranno che sei un eroe, gli altri che sei un assassino. Solo tu puoi saperlo, e pagherai ogni ora di questa tua decisione. Solo dopo molto tempo potrai vedere se hai aggiunto dolore al mondo o lo è aiutato a guarire, se hai fatto crescere più vita di quella che hai spento. Questa si chiama responsabilità “
Perchè è uno dei 100 libri da leggere almeno una volta nella vita?
Il libro è diviso in tre parti, la narrazione è diverte, scorrevole e molto descrittiva. Il meraviglioso Stefano Benni (va bene, la smetto!) riesce non solo a farti vedere ma a anche a farti sentire. E’ inimitabile, è straordinario ed è quello che continuamente ricerco in ogni libro per potergli dare un posto all’interno della mia ricerca. Il primo romanzo che ho letto di Stefano Benni è stato Il bar sotto il mare che ho trovato meraviglioso e che mi ha tenuto compagnia durante un lungo viaggio. Ma non ero soddisfatta, mancava qualcosa, mancava una vita, una vita che ho ritrovato in Saltatempo. Grazie Lupetto, mi hai fatto sentire meno sola.

